
Bambini e i ragazzi, come d'altronde si usa fare ancora oggi, anche se la tradizione sta via via scomparendo, erano impegnati parecchi mesi prima dell'evento Natalizio nella ricerca e raccolta del legname da ardere la notte di Natale alle cosiddette <<focere>> per l'appunto dei grandi falò che illuminavano le stradine del paese. La sera della vigilia le persone si recavano per i rioni a vedere le focere e qui amavano fare dei confronti tra un falò e l'altro. Lo spostamento da una focera all'altra, può essere paragonato ad una sorta di pellegrinaggio, che racchiude diversi aspetti. Oltre alla curiosità, il falò acquista delle valenze simboliche riconducibili al significato stesso del Natale, interpretato come annuncio della buona novella e come omaggio al Redentore che, appena nato, sarà scaldato al fuoco dalla Vergine Maria.I nobili benestanti che abitavano il rione usavano regalare agli organizzatori della focera fichi secchi, mele, castagne, noci, miele ed olio. Anche l'offerta delle vivande ai poveri è simbolicamente espressione di offerta al Signore.